09/11/2006
bene bene.

ora sono definitivamente sul mio dominio personale, e da lì non mi sposta nessuno

Clicca Qui e aggiorna i segnalibri e tutta quella roba che ne consegue, tipo i link sul tuo blog eccetera eccetera..
07/11/2006
Il Nuovo Blog: L'astro[g]nauta

perfetto.
migrazione avvenuta (funziona pure Haloscan).
ora sono di là.
"e sticazzi", direte voi. sono d'accordo. sticazzi.
06/11/2006
ho cominciato la migrazione dalla piattaforma splinder, verso Blogger.

CLICCANDO QUI, potrete seguire in diretta i lavori in corso.

in questo mese la monomania riguardo l'argomento cuore ha reso il blog una specie di soap opera. come nelle soap, sembra quasi che il protagonista e tutti gli altri personaggi che gli ruotano attorno non vivano altro che queste pene d'amor perduto.
eppure, in questo mese, io ho ascoltato musica. ho visto film, d'accordo li ho scaricati perchè andare al cinema da solo non mi è mai piaciuto, ma comunque ho visto film. sono uscito con gli amici, e sono venute fuori cose interessanti da queste uscite. ho riflettuto sull'amicizia, sulla famiglia, sulla religione, e si anche sull'amore. ho incontrato un prete di colore. ho visto bellissimi tramonti. mi sono emozionato. ho pianto tantissimo, ma ho anche sorriso. un paio di volte, ho riso fino alle lacrime. sono stato felice, in alcuni momenti.
insomma, per quanto possa sembrare il contrario, ho fatto quello che avevo promesso all'inizio di ottobre. ho vissuto. ho continuato a vivere.
e siccome il blog è un diario - un diario di una persona malata di protagonismo! - di chi vuole raccontare ad altri quello che combina, è bene che si ritorni all'idea originale dell'astrognave.
per chi si è appassionato alla vicenda narrata in questo ultimo mese, ci saranno aggiornamenti. non saranno a breve termine, ma il tempo è talmente relativo, e le cose accadono così inaspettatemente, che dare una scadenza sembra la cosa più inutile. basta sapere che, così come ho fatto, così continuerò a vivere. e questo è già abbastanza, forse è molto più che un semplice abbastanza. mi emozionano ancora i tramonti, e adoro guidare la macchina - per ora quella presa in prestito da mia madre - oltre le curve, per vedere quello che viene dopo. non ho più paura del domani, ed anzi lo cerco, e mi faccio trovare occupato da idee e da azioni concrete, quando ogni mattina quel domani si presenta ai miei occhi.
e questo può bastare, ed anzi è molto di più di quanto mi sarei aspettato.
la speranza non muore, questo è vero. non morirà mai, credo. così come il cuore continua a battere, così questo continua a battere al ritmo di Quel nome. ma non è un motivo di tristezza. forse, è un motivo in più per andare avanti, ed è la fonte di energia necessaria affinchè il mutamento si manifesti davvero.

ci vediamo su Blogger, allora.

se ci fosse qualcuno che, appassionatosi alla vicenda, torna qui a controllare gli sviluppi, e se quel qualcuno fosse abbastanza bravo - mi basta che sappia infilare il logo del blog nell'header di Blogger Beta - nella modifica dei template, ebbene il mio indirizzo è da qualche parte in questo blog.
04/11/2006
una bella giornata di sole in più.
una automobile in meno.
ieri notte sono scivolato sul bagnato, ho rimbalzato contro uno spartitraffico, ho piegato un cartello stradale, e la mia macchina è finita con l'asse spezzato.
tranquilli però. sto bene. non mi sono fatto assolutamente niente.
solo il cuore. quello si è spezzato già da un po'.
ma si aggiusta, sicuro che si aggiusta..
la macchina.
02/11/2006
e allora, ancora una volta scrivo.
che nella brace una scintilla può essere sopravvissuta. tra la cenere un principio di fuoco può essere rimasto sepolto, ma ancora, inaspettato, cova calore. che nella brace, una scintilla, deve essere sopravvissuta.
ancora una volta, allora, scrivo.
soffio. leggero come leggero deve essere l'amore. ma deciso, senza dubbi o incertezze, come deciso è il vero amore.
scrivo allora, ancora una volta.
quando parla il cuore, ha una voce diversa. quello che dice non è mai solo parole, sono fatti, sono parole che diventano cose, e case, e città e campagne. quando parla il cuore, troverà un altro cuore disposto ad ascoltarlo.
e allora scrivo. ancora una volta.
divento le parole che dico, e mi preparo a diventare le parole che dirò. e le parole che dirò scenderanno dalla terra come fiumi che scorrono tra gli ostacoli, e incontrandosi crescono, e ad un certo punto la loro forza sarà incontrastabile. le parole che dirò saranno verità. e io, un passo dopo l'altro, divento quella verità.
ancora una volta. scrivo.
io ci credo.
alla fine, ci crederai anche tu.
31/10/2006
il silenzio della campagna non è mancanza di.
è piuttosto un silenzio carico, che ti riempie le orecchie. è il canto di diversi uccelli sovrastato dalla cinciallegra sopra la tua testa. è un'ape che insegue una vespa e dalla vespa si fa poi inseguire. è un grillo che salta tra i cespugli. una foglia che si stacca da un ramo e scivola tra quelle ancora attaccate all'albero. è il vento che sussurra tra gli olivi, e un ruscello che scorre laggiù, oltre gli alberi. è un'oliva che mi cade sulla spalla.
il silenzio della campagna non è un'assenza. così il pensiero, in questo silenzio, cessa. e si apre la vista al panorama magnifico, in una giornata senza nuvole, con un sole caldo e le montagne tutt'attorno.
così la malinconia.
la malinconia non è tristezza, che poi è infelicità, che vuol dire mancanza di felicità.
la malinconia è una sensazione, che non esclude la felicità. e in questa malinconica felicità, cessa un pensiero.
avevo detto che il giorno in cui avrei smesso di pensare "voglio chiamarla", quello sarebbe stato il giorno in cui l'avrei fatto. ma forse, semplicemente, oggi che ho smesso di pensare "voglio chiamarla", non lo farò.
il silenzio della campagna non è mancanza di suono.
la malinconia non è mancanza di felicità.
29/10/2006
si dice che esistano universi paralleli. chiamatele realtà quantiche, altre vite, come vi pare.
si dice che esistano universi paralleli, e che le vibrazioni di un evento accaduto in uno di questi universi possano attraversare la barriera che lo divide dagli altri. si dice che un evento, accaduto in un universo, possa influenzare gli accadimenti di tutti gli altri universi.
altre vite.
c'è una vita in cui francesco, tanti giovedì fa, non ha rovinato la sua storia d'amore. in un'altra vita, probabilmente quel giovedì era già a lama dei peligni, con lei.
ma che sarebbe cambiato? se non fosse accaduto quello che è successo in questa vita, nella mia vita, non avrei imparato niente. quel francesco avrebbe passato un bel giovedì, ma forse, prima o poi, avrebbe fatto lo stesso sbaglio. o ne avrebbe fatto un altro, peggiore. non sarebbe cambiato poi molto.
ecco allora che penso alle vibrazioni che si propagano tra universi.
mi piace pensare che in quella vita, nella vita di quel francesco, che giovedì era a lama dei peligni, ad un certo punto sia arrivata la sensazione di qualcosa di catastrofico avvenuto altrove. mi piace pensare che, dai miei errori, abbia imparato anche lui.
ho soffocato con l'ossessione la fiamma dell'amore, e l'ho fatta spegnere. nella brace, una scintilla non è sopravvissuta. è finita, e non serve a niente illudersi che sia diverso da com'è ora. è finita.
allora mi ritrovo a pensare a quel francesco, quel francesco felice. e gli auguro che abbia imparato, per puro caso, che gli sia venuta di colpo una illuminazione. non opprimere. non essere ossessivo. non trasformare la gelosia in morbosità.
non perdere ciò che di più bello la vita ti ha donato.
oggi sono a lama dei peligni. vengo ad aiutare i miei nonni a cogliere le olive, e resterò qui per qualche giorno. resterò qui, nella casa dove l'ultima volta c'eri anche tu. dormirò qui, nel letto dove l'ultima volta abbiamo dormito assieme. era tanto tempo fa, una vita fa, ricordi?
e in questo silenzio, sotto tutte queste stelle, in una notte così pulita, torno col pensiero a quel francesco, quel francesco felice, in quell'universo felice. e gli auguro di avere imparato. gli auguro di aver fatto le cose giuste. gli auguro di continuare a fare le cose giuste.
perchè sei tu quella giusta? perchè quando stavo con te non avevo paura di morire. non avevo paura di invecchiare, i giorni che passavano e si sommavano agli altri non mi pesavano addosso. quando stavo con te mi sentivo immortale. ero follemente innamorato della vita.
poi, a un certo punto, ho smesso di pensarci. e ad un certo punto me ne sono dimenticato. e, ho sbagliato tutto.
ecco allora che mi ritrovo a pensare a quel francesco, quel francesco felice, in quell'universo felice, nella sua vita felice. e grido forte, gli grido da qui "non dimenticare mai perchè è lei quella giusta!"
si dice che una vibrazione possa attraversare gli universi.
e a quel francesco auguro con tutto il cuore di vivere.
felice.
23/10/2006
fantastico! sono un non fumatore!
23/10/2006
nel grande gioco delle coppie, che la vita manda in onda ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, mese dopo mese finchè morte non ci separi, la parte di quello che è stato lasciato non l'avevo mai fatta.
è interessante scoprire che c'è una persona, finalmente, che non mi detesta perchè l'ho scaricata, spezzando il suo sogno romantico di una lunga vita felice, natali d'amore e domeniche uggiose sotto un plaid a guardare buona domenica.
piuttosto, c'è una persona, finalmente, che mi detestava da prima. mi detestava da durante. mi detestava al punto da non sopportare più l'idea delle domeniche uggiose sotto un plaid a guardare film. per la prima volta sono io quello a cui è stato spezzato il sogno romantico di una lunga vita, diciamo pure finchè morte non ci separi.
ma non fa niente, perchè lunedì ricomincia, ricomincia col sole, con una canzone de Le Vibrazioni che dedico a te, che mi fa pensare a te, e con una sensazione positiva addosso. ricomincia la settimana. con una sensazione positiva addosso.
si vabbè, lo confesso, c'entra pure il fatto che mi hai chiamato.
ma non è solo quello.
giuro.
però c'entra.
19/10/2006
scrivo ancora. perchè le parole che divento sono forti. le parole che divento sono una luce che stana le ombre e le annulla. così, scrivo ancora.
scrivo e riscrivo questa frase..
che nella brace una scintilla può essere sopravvissuta.
e con questo pensiero mi preparo, perchè sto diventando le parole che ho detto, sto diventando le parole che il cuore ha dettato. sto diventando quello che sono sempre stato, e che m'ero dimenticato di essere. rinasco.
con questo pensiero mi preparo, e scrivo ancora. le parole che divento sono mattoni, quando parla il cuore non sono castelli di carte.
così scrivo ancora.
che nella brace una scintilla può essere sopravvissuta.
mi preparo, alle parole che ancora devo dire, alle parole che dirò. le parole potenti, le parole più vere che mai. le parole che sono mattoni più grandi, e calce ad unirli. parole che sono case, solide. mi preparo alle parole che dirò. alle parole che diventerò.
che nella brace una scintilla può essere sopravvissuta.
si avvicina il tempo. si respira il mutamento. il cuore e la mente si allineano. mai visti così d'accordo prima d'ora. fede, speranza e amore nella bisaccia. io credo nel miracolo. e scrivo ancora, che le parole che divento vogliono ancora parlare. vogliono parlare. vogliono fatti. diventano fatti.
che nella brace, una scintilla può essere sopravvissuta.
così soffio, delicato come l'amore e sicuro del proprio cammino come lo è soltanto il vero amore.
allora mi preparo. preparo la legna. le parole che dirò. le parole che diventerò.
e non saranno più soltanto parole. la legna che brucerà di nuovo, e il fuoco sarà grande e arderà all'aperto, con tanta aria come combustibile. con tanta libertà. privo di impedimenti e ostruzioni. privo di brama, di ossessione, di morbosità.
il tempo si avvicina. il mutamento canta. io mi preparo.
nel riposo, lascio che l'universo compia la sua rotazione.
nel riposo, affino la mia anima, la alleno. preparo il cuore, e la mente. preparo il cuore, più di tutto.
nel riposo, mi preparo.
che nella brace, una scintilla, deve essere sopravvissuta.
18/10/2006
in un film, kevin kostner deve costruire un campo da baseball nel suo campo di granturco.
"se lo costruisci, lui tornerà.." era la frase che sentiva nell'aria, e si riferiva al padre morto tanto tempo prima.
costruito il campo, ecco l'incontro col padre, giovane come lo era un tempo. lieto fine.
nella vita reale le cose non funzionano proprio allo stesso modo.
però è vero che, ora che penso a me e alle mie cose, ci sono cose da sistemare. sistemate queste cose, o almeno cominciato a fare qualcosa per sistemarle, man mano riacquisto una certa serenità.
la serenità è un mattone della stima. in me stesso.
che poi sarà uno strumento per raggiungere altri obbiettivi. quali, il tempo lo deciderà.
ho ripreso a studiare. studio abbastanza, non si dica mai che io studio troppo, al massimo troppo poco. studio con piacere. l'università è qualcosa che voglio finire, e lo voglio fare in un tempo non troppo lungo.
studiare riattiva il cervello, mi fa sentire bene. intelligente. potente, nella mia capacità di apprendimento. si creano nuove connessioni neurali, e la mente scatta, come un atleta.
si creano nuove connessioni, dicevo, e alcuni particolari solleticano l'intelletto, che si diverte a creare pensieri interessanti.
l'amore è come una fiamma. l'oppressione, l'ossessione, la brama - i vecchi compagni che mi hanno abbandonato, senza nessun rimpianto - sono come enormi tappi.
oggi è una bella giornata di sole, ancora una volta. e spira un vento piacevole sulla faccia.
se la fiamma è soffocata da un tappo, quella smette di ardere. si spegne. punto. fine.
ma ecco cosa succede. che nella brace una scintilla può essere sopravvissuta.
e l'amore nuovo assomiglia al soffio. delicato, soffia sulla brace, ne alimenta ciò che resta. poi una fiammella, e ci sarà bisogno di legna. legna nuova, legna buona. legna che brucia.
l'amore ha bisogno della brezza, per vivere. la brezza della libertà.
la brezza della serenità.
la serenità di cui si parlava sopra.
ecco allora che, come quella brezza, io continuo a soffiare.
non troppo forte, perchè rischio di disperdere la cenere e causare solo una spaventosa tosse e irritazione agli occhi.
delicato, come delicato è l'amore. ma deciso, senza titubanza, come deciso è l'amore.
così, io continuo a soffiare.
e l'aria nuova, nei polmoni, sembra non voler finire.
17/10/2006
oggi è stata una bella giornata di sole.
un sole d'ottobre, tiepido, con una brezza pungente nelle zone d'ombra.
dopo la solita puntata mattutina a tollo, questo pomeriggio sono andato a fare un giro per pescara. tra un caffè e due chiacchiere con i tipi del locale dove faccio il bartender, non mi sono nemmeno accorto che il sole stava tramontando dietro la stazione di pescara, con la sua facciata tutta di specchio, che riflette gli edifici e li rende più affascinanti di quanto in realtà siano.
e adesso la notte è arrivata, di nuovo.
presto, abbastanza presto, sarà ancora una volta domani.
16/10/2006
di questi tempi, vado spesso a tollo.
guido la macchina fino al ciottolato, e dopo la curva a gomito strettissima e la salita ripida, sono sul belvedere, o quello che è.
tollo mi rasserena, mi tranquillizza. esalta la speranza. tollo è un sorriso anche nei giorni in cui proprio non trovi il motivo per farlo. è un sospiro di sollievo quando la tensione si accumula alla bocca dello stomaco e sembra che, da dentro, possa ingoiarti. è un espirare il brutto che resta, i miasmi del brutto che ancora c'è.
tollo è inspirare l'aria nuova. l'aria dell'oggi che già è diventato domani. un domani che, lentamente come ogni cosa che mi avviene in questo periodo, non mi fa più tanta paura.
tollo conserva il ricordo più bello, anche. lo conserva sotto un lampione, in un angolo che se guardi oltre il parapetto vedi la città, e se ci appoggi le spalle ti si apre un giardino bellissimo ed una più bella ancora chiesa. il ricordo più bello.
ma non vado a tollo per questo.
ci vado a fumare una sigaretta, ogni tanto, a leggere più spesso, a sedere su una panchina - che anche, conserva un briciolo di bel ricordo -, a bere acqua dalla fontana.
che bello quando lo scuro della notte scende a coprire le nuvole del giorno, e guardando in cielo non vedi più la minaccia di una pioggia o un temporale, ma un ventre morbido come quello su cui vorresti appoggiare la testa per dormire.
che belli i lampioni che si accendono e in un crescendo arancione sembrano cantare una ninnananna.
che belle le ombre tra gli alberi, e il suono dei passi quando torni alla macchina.
e che bello, sai, il pensiero che voglio tornarci con te.
15/10/2006
il respiro freddo che esala dal polmone notturno di ottobre, e il mio lavoro di bartender. ecco spiegata la contrattura muscolare che mi ha colto alla schiena - come dire, mi ha colto alle spalle, di sorpresa - e mi rende quasi impossibile perfino un'operazione così banale come allacciarsi le scarpe.
eppure, in giorni come questi, il dolore assume connotazioni inaspettatamente positive.
talvolta, sarà il periodo e la situazione nella quale sono capitato, mi sembra quasi di vivere un sogno. uno di quei sogni in cui non sei padrone delle tue azioni, in cui gli eventi sono inaspettati e catastrofici, e assolutamente fuori dal tuo controllo.
questo dolore rimanda la prospettiva verso un piano completamente fisico. la fisicità di questo dolore, completamente diverso dal dolore che ancora riesce in alcuni momenti a fare breccia nel mio animo, mi assicura che sono vivo. che non sto sognando. che sto davvero vivendo.
i nativi d'america solevano tramandare questo detto, che fa più o meno così: "se la ferita brucia, allora vuol dire che sei vivo".
quello che succede oggi assomiglia a quel genere di illuminazione.
no, non sto sognando. tutto quello che accade qui attorno è vero.
ma, c'è del positivo.
perchè al no, non sto sognando, viene naturale associare un si.
si, proprio perchè non sto sognando, proprio perchè sto vivendo e la vita tutt'attorno è vita vera, si, amico, puoi intervenire su di essa.
e ancora una volta le parole che sto diventando trovano un terreno fertile sul quale impiantare i semi di un Io che rinasce, lentamente, ma lentamente migliora.
13/10/2006
(un riarrangiamento personale di alcuni brani de "Il Manuale Del Guerriero Della Luce", Paulo Coelho)

se un uomo possiede fede, speranza, e amore, allora proseguirà sicuro lungo la via che ha scelto di percorrere.
non sempre la strada sarà facile, e lungo il cammino gli si presenteranno difficoltà che non aveva previsto. in quei momenti, adopererà un briciolo di follia, perchè in guerra e in amore un pizzico di quella intuizione può risolvere una battaglia decisiva.
in altri momenti, egli dovrà solo stare fermo. talvolta, l'uomo deve lasciare che l'universo compia le propria rotazione.
perchè l'uomo che ha fede, speranza, e amore, possiede anche un desiderio. chi desidera il miracolo, si accorge ad un certo punto che il miracolo comincia ad accadere.
io ho Fede nel disegno della vita, Speranza di poter intervenire ancora sulle sue pagine bianche. e, ho anche Amore.
quando un uomo, un essere umano, crede davvero nel suo desiderio, tutto l'universo cospira a suo favore.
e io, io credo nel miracolo.